Isabella Bossi Fedrigotti dal “Corriere della Sera” a CaffèCastello
lunedì, 10 novembre 2008
Torna eccezionalmente martedì 11 novembre l’appuntamento con CaffèCastello. Alle 18 nella Caffetteria del Castello Estense, Isabella Bossi Fedrigotti sarà la protagonista dei pomeriggi letterari e presenterà “Il primo figlio” (Rizzoli, 2008).
L’incontro organizzato, nell’ambito della rassegna promossa da Provincia di Ferrara, Istituzione Castello Estense, Fondazione Carife, Liceo Classico Ariosto e Melbookstore, vedrà la presenza di Roberto Pazzi a dialogare con l’autrice.
Tre donne di estrazione sociale, educazione, età, nazionalità diverse – e però simili nel loro destino di mal amate, ritenute minorenni tutta la vita o forzatamente adulte fin dall’infanzia – sono le protagoniste di una vicenda che dai primi del Novecento arriva agli anni del secondo dopoguerra. Eppure le storie di Teresa, Maria e Sofia trovano il loro corrispondente in situazioni di oggi anche se al posto di una ragazza del nord Italia, che va a servizio, potrebbe esserci una ragazza moldava o ucraina e al posto della bambinaia tedesca, come usava fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, una sudamericana. L’universo femminile sembra essersi incastrato in un meccanismo circolare e apparentemente inalterabile, perché immutate sono la arrendevolezza, il desiderio di affidarsi, il bisogno d’amore delle donne, come immutate sono le condizioni sociali che ne determinano i percorsi di vita. Le tre protagoniste sono legate, in modi e con motivazioni e risultati diversi, all’infanzia, vero e proprio centro focale delle loro storie.
Nei figli – mancati, mancanti o strappati alla madre perché non legittimi – e nella loro cura le tre donne trovano inizialmente la ragione della loro vicinanza, poi, il motivo di una sincera solidarietà. Col suo linguaggio terso e lineare Isabella Bossi Fedrigotti narra una storia di femminile quotidianità – tre vite commosse e commoventi coi loro silenzi, le parole non dette, le prevaricazioni, il mistero tenuto chiuso nel cuore dove sempre dimora la speranza della gioia – creando tre figure mitiche e senza tempo.
Isabella Bossi Fedrigotti è nata a Rovereto, e vive a Milano. Giornalista al “Corriere della Sera”, scrive su argomenti culturali e di costume e tiene da anni rubriche di corrispondenza con i lettori. Ha un suo forum sul sito del “Corriere della Sera”. Nel 1980 ha esordito nella narrativa con Amore mio, uccidi Garibaldi. In seguito ha pubblicato Casa di guerra (1983), Di buona famiglia (1991) che ha vinto il Premio Campiello, e Magazzino vita (1996); quindi, presso Rizzoli, Il catalogo delle amiche (1998), Cari saluti (2001), La valigia del signor Budischowsky (2003).
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