Edmondo Berselli presenta “Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica”
giovedì, 5 febbraio 2009
Torna venerdì 6 febbraio l’appuntamento con CaffèCastello. Alle 18 nella Caffetteria del Castello Estense, Edmondo Berselli sarà il protagonista dei pomeriggi letterari e presenterà “Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica” (Mondadori 2008).
L’incontro organizzato, nell’ambito della rassegna promossa da Provincia di Ferrara, Istituzione Castello Estense, Fondazione Carife, Liceo Classico Ariosto e Melbookstore, vedrà la presenza di Andrea Veronese a dialogare con l’autore.
I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni, battuti culturalmente, spintonati ai margini di una società cattiva. Alcuni legati a un’idea troppo razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato: vinceranno sempre gli altri. Perché noi siamo fuori tempo, fuori moda, fuori gioco. E con la triste euforia degli esclusi, fra l’autolesionismo e l’auto-compatimento, ci prepariamo a diventare una minoranza permanente. Ma non è colpa nostra: scienziati autorevoli hanno dimostrato che si è di sinistra per via del Dna. C’è di mezzo un dannato gene altruista. Come dire che siamo fessi per natura.
Per questo il Partito democratico ha sbagliato tutte le strategie, si è illuso di vincere, si è schiantato contro Berlusconi, e dopo la batosta non ha ancora deciso se sopravvivere a una sconfitta storica o lasciarsi naufragare. Ci vorrebbe una cultura, un leader, uno schema politico. Ci vorrebbe almeno un’idea. Invece, i riformisti non hanno ancora un programma e gli estremisti non hanno più un peso. Di idee, non se ne parla più. Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza pietà la relativa diagnosi. L’Italia va a destra, ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole di una Dc senza preti, mentre le corporazioni prosperano e la concorrenza latita. C’è una speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo fra miraggi crudeli?
Edmondo Berselli, editorialista del quotidiano “la Repubblica” e del settimanale “L’Espresso”, ha diretto per sei anni la rivista “il Mulino”. I suoi ultimi libri, pubblicati da Mondadori, hanno sfruttato una esplicita vena ironica e narrativa: Venerati maestri (2006) ha tirato qualche sassata all’indirizzo di molti mostri sacri della cultura italiana; Adulti con riserva. Com’era allegra l’Italia prima del ’68 (2007) è andato alla ricerca di una tradizione riformista possibile raccontando la sua versione, piuttosto allegra, degli anni che precedono il Sessantotto. Ma il suo libro più importante era Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio (2003), che descriveva un’Italia politica e antropologica divisa in due fra destra e sinistra. Berselli è inoltre l’autore del cult book Il più mancino dei tiri (1995), di Canzoni (1999 e 2007) e di Quel gran pezzo dell’Emilia (2004).
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