Carife Ferrara-Angelico Biella 104-108 dts
lunedì, 27 aprile 2009
Carife Ferrara-Angelico Biella 104-108 dts (27-27); (50-49); (69-68); (88-88)
Carife Ferrara: Jamison 19 (6/7 da due, 7 rimbalzi, 9 falli subiti), Farabello 3, Nnamaka 9 (2/2 da due, 2 stoppate), Allegretti 10 (2/2 da due, 2/4 da tre), Collins 24 (8/8 ai liberi, 6 assist), Sacchetti 7 (2/2 da due), Rizzo, Ray 15 (6 recuperi), Mazzola, Ebi 10 (5/6 da due), Zanelli 7; Ferrari ne. All.re Valli.
Angelico Biella: Jurak 3, Spinelli 11, Jerebko 20, Garri 8, Gist 10, Smith 25, Aradori 7, Brunner 13, Gaines 11; Raspino, Rauchi e Margheri ne. All.re Bechi.
Un lungo applauso. Sincero, quasi commosso. Mentre Biella festeggia in mezzo al campo per una vittoria che vale un bel pezzo di post season, gli splendidi ragazzi di Giorgio Valli ricevono l’abbraccio della gente del PalaSegest. In bocca tanto amaro, in corpo tanta rabbia; perché, alla fine di una partita bellissima, l’ago della bilancia gira una volta di troppo dal lato di campo dell’Angelico.
La Carife non molla di un millimetro; ma forse, dopo oltre un mese di cavalcata superba, sente un po’ le tossine, la fatica mentale soprattutto. Così, forse, si spiegano i tanti secondi tiri concessi agli avversari (38-28 alla voce rimbalzi, con 16 offensivi per Biella). Così si spiegano i 15 fatali errori ai liberi: 7/16 per Jamison, mandato costantemente in lunetta; un clamoroso 0/4 di Ray nell’overtime, uno che i liberi li tira col 90%. Ma passata la delusione, rimarrà negli occhi di tutti i bianconeri una realtà bellissima. Quella della salvezza, che per Ferrara vale come un campionato. Nella serata della sconfitta al fotofinish, inizia veramente la festa.
L’atletismo dell’Angelico è un fattore fin dalla palla a due. Col fisico di Jerebko (per lui doppia doppia) molto patito dai bianconeri e l’istinto di Smith si può solo limitare i danni. Morale: difficile riuscire ad abbassare i ritmi; bisogna andare in velocità. Smith attacca subito il canestro (tirerà 7 liberi nel solo primo quarto), Collins riprende da dove aveva chiuso con la Virtus: con le bombe. L’equilibrio è costante: 7-7 dopo 2’, 16-16 al 5°. L’Angelico alterna le difese tattiche, pressa alto, e toglie un po’ di ossigeno all’attacco Carife (che va sotto 18-24). Ma Nnamaka e Allegretti bucano la zona da lontano.
Contro Biella, che ci mette una fisicità pazzesca, serve il tiro da fuori. Spazio agli specialisti, dunque: prima il capitano, poi Zanelli nell’angolo sullo scarico. Appena la Carife alza l’intensità, si mette al posto di comando (36-31). Per Jamison già si capisce che sarà una serataccia ai liberi, però “H” è la solita presenza in area, e la palla gli arriva piuttosto bene. Con Ebi e Collins con due falli, anche Valli esplora la zona: la difesa funziona, ma poi Biella castiga con i rimbalzi offensivi e i secondi tiri. Per un attimo Ferrara sembra scappare (44-37): buona serie difensiva, e Collins che va addirittura a segnare col tap in per l’urlo del PalaSegest. Ma tre bombe a fila di Gaines e Smith (parziale 11-1) ribaltano l’inerzia. L’ultimo squillo del primo tempo è di Ray: fino in fondo, schiacciata più fallo.
Brutto rientro Carife dagli spogliatoi. Fiammata di Gaines, e Smith che va in striscia: 52-59 al 23°. Le tante difese tattiche dei piemontesi mettono sabbia negli ingranaggi bianconeri, ma Ferrara rimane in partita con l’energia dei lunghi. E con un Ray che difende alla morte, passando come un fulmine sui blocchi. Alle due squadre si può pure perdonare qualche errore di troppo, perché l’intensità è pazzesca. Ad inizio dell’ultimo quarto ancora Ray va dentro cattivo contro la zona per cercarsi i falli. Di là il roccioso Brunner al solito trova punti pesanti. Al 35°, sul 75-74 Biella, a Collins viene fischiato il 4° fallo (giocherà, e difenderà, altri 10 minuti).
Biella è un pizzico più reattiva, e fortunata, su tutte le palle vaganti; sul 79-79 piazza un mini parziale che la porta sopra di 5 punti. Ray risponde con la bomba (82-84). L’ultimo minuto è adrenalina pura. Prima Nnamaka risponde a Brunner, poi è lotta furente a rimbalzo, e spunta Ebi. Però Jamison fa 1/2 in lunetta, Smith 2/2. A trenta secondi dalla sirena l’Angelico ha così una piccola dote di 3 punti (88-85). Ray si prende la responsabilità: completamente senza ritmo, spara una tripla che si arrampica sul ferro e va dentro. E per i secondi rimasti Collins difende da manuale su Smith. Overtime.
Ray carica gli avversari di falli, ma poi non ne mette una dalla linea della carità (0/4): pessimo presagio. E infatti Biella scappa sul 97-88 con le bombe di Spinelli e Smith e i canestri di Jerebko. Sembra chiusa, se non fosse per un Collins che oltre alla difesa enciclopedica si mette in proprio in attacco (per lui 12 punti nel supplementare). Situazione identica all’ultimo quarto: ad un minuto dalla sirena Carife a -2 (100-102 dopo i liberi di Sacchetti) e palla in mano. Ray si butta dentro per un tiro veloce: non trova né il canestro, né un fallo. E’ la resa, anche perché i piemontesi non sbagliano una virgola in lunetta. Ma la festa comincia ugualmente.
(Immagine e testo a cura di www.basketclubferrara.it)
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